Io, diciamocelo, delle donne non ci ho mai capito un cazzo. Non che altri ci abbiamo capito, beninteso. Io, però, ancora meno.
Eppure ci sono momenti, istanti forse, in cui mi dico che forse non mi sto sbagliando, che forse lei è interessata, che forse alcuni contatti fortuiti con una collega non sono poi tanto fortuiti. Lei è brillante, intelligente, imperscrutabile. Non dimenticherò mai l'immagine di lei come un foglio bianco purissimo sfregiato da un segno nero, indelebile.
Poi mi guardo indietro, dentro, e trovo tante risposte e ancora più domande. Fino a che, alla fine, prevale la risposta: no, non è, lei e lo sai.
E' vero, lo so benissimo. E allora si va avanti, come sempre.
"E' proprio dei giovani come voi essere affascinati da stregoni e sortilegi, e pensare che a essi sia riservato il privilegio di donare la fortuna e cambiare la vita.Ma esistono altre persone che compiono miracoli e prodigi, nascoste negli angoli della città e della storia.
Se vedi uno stregone con un copricapo di piume di orokoko che cammina sopra i tetti, fa volare le edicole e fa cadere polvere d'oro sui passanti, può darsi che la tua vita stia per cambiare, ma molto più probabilmente stai vedendo un video musicale.
Se vedi una persona che non si rassegna alle cerimonie dei tempi, che prezioso e invisibile aiuta gli altri anche se questo non verrà raccontato in pubbliche manifestazioni, che non percorre i campi di battaglia sul bianco cavallo dell'indignazione, ma con pietà e vergogna cammina tra i feriti, ecco uno stregone....."
Se vedi uno stregone con un copricapo di piume di orokoko che cammina sopra i tetti, fa volare le edicole e fa cadere polvere d'oro sui passanti, può darsi che la tua vita stia per cambiare, ma molto più probabilmente stai vedendo un video musicale.
Se vedi una persona che non si rassegna alle cerimonie dei tempi, che prezioso e invisibile aiuta gli altri anche se questo non verrà raccontato in pubbliche manifestazioni, che non percorre i campi di battaglia sul bianco cavallo dell'indignazione, ma con pietà e vergogna cammina tra i feriti, ecco uno stregone....."
(Stefano Benni, "La compagnia dei celestini")
venerdì 3 marzo 2017
lunedì 23 gennaio 2017
PASSEGGIATA AMERICANA
Mi sono accorto negli ultimi giorni che c'è un percorso qui, da queste parti, che mi rende felice. Invece di passare per il centro commerciale, invece che passare accanto a Vapiano, invece che fare il giro per le case popolari, si passa (allungando molto) accanto alla Grande Arche per arrivare di fronte alle torri della Societé Générale.
Non so se è anche perché in questi giorni fa veramente un freddo cane, non so se c'è di mezzo il fatto che siano grattacieli (forse si, ma ce ne sono altri in zona...), fatto sta che ogni volta che ci passo ho l'impressione di camminare in una città qualunque degli Stati Uniti, a metà tra una Boston e una Charlotte. E questo mi fa bene, mi fa felice, il mio cervello (che forse non ha ancora del tutto assorbito lo shock americano, ammesso che un giorno lo riesca a gestire) è in pace. E ripenso ai giorni passati lì, rivivo le mie passeggiate notturne solitarie nel gran freddo, rivivo i pensieri di allora e li comparo a quelli di oggi. Mi rendo conto che i soggetti sono diversi, le paura sono diverse, anche i sogni forse... I punti fermi quelli no, per fortuna sono sempre gli stessi.
E allora viva questa passeggiata americana, piccolo trucco per ingannare la mente attraverso i sensi: rientro a casa felice, appagato, come quando a Boston riuscivo a camminare in posti che, pubblici, erano in realtà solo miei.
E allora viva questa passeggiata americana, piccolo trucco per ingannare la mente attraverso i sensi: rientro a casa felice, appagato, come quando a Boston riuscivo a camminare in posti che, pubblici, erano in realtà solo miei.
lunedì 9 gennaio 2017
PALE BLUE DOT
Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L'insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni "superstar", ogni "comandante supremo", ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica.
Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare per un momento padroni di una frazione di un puntino. Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l'illusione che noi si abbia una qualche posizione privilegiata nell'Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c'è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l'unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c'è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora.
Che ci piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l'astronomia è un'esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c'è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l'uno dell'altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l'unica casa che abbiamo mai conosciuto.
Carl Sagan
domenica 18 dicembre 2016
Sono sempre io
La cosa che mi fa troppo ridere, in riferimento al mio ultimo post, è che stasera ho fatto il DJ. Sì, proprio quello che mette la musica per tutta la sera. Beh, non proprio tutta, ma per la parte più "calda". Lo ammetto, è stata una bella soddisfazione vedere la gente ballare sulle note delle canzoni che io, e solo io, decidevo di mettere. E la cosa più bella è stata che una tipa (che non è la prima volta che vedo) mi ha ringraziato più volte per la musica che ho messo. Non che io sia un DJ fenomenale. E' solo che, se solo mi si desse la possibilità di spiegare, forse sarei una persona interessante anch'io.
E invece no, spesso ci si ferma alle apparenze, a quello che si conclude sulla base di un'idea preconcetta. Mi dico sempre che le persone che hanno avuto a che fare con me in qualche modo hanno capito (e forse apprezzato) chi sono. Ma tante, troppe, si son fermate all'apparenza. Salvo poi ringraziarmi e, forse, dirsi almeno per una serata che verrà poi dimenticata: "Quel tipo, forse, nasconde più di quanto dà a vedere". Il tempo di una serata dimenticata, appunto. Ma, nel mio piccolo, tanto basta (forse).
https://www.youtube.com/watch?v=HoMzLLWNV1g
E invece no, spesso ci si ferma alle apparenze, a quello che si conclude sulla base di un'idea preconcetta. Mi dico sempre che le persone che hanno avuto a che fare con me in qualche modo hanno capito (e forse apprezzato) chi sono. Ma tante, troppe, si son fermate all'apparenza. Salvo poi ringraziarmi e, forse, dirsi almeno per una serata che verrà poi dimenticata: "Quel tipo, forse, nasconde più di quanto dà a vedere". Il tempo di una serata dimenticata, appunto. Ma, nel mio piccolo, tanto basta (forse).
https://www.youtube.com/watch?v=HoMzLLWNV1g
domenica 11 dicembre 2016
RAS LE BOL
Sinceramente mi sono veramente rotto le palle.
Sono sempre stato intimamente solitario, do confidenza a pochi ma non disdegno completamente la vita sociale. Eppure mi trovo sempre più spesso nelle stesse situazioni: persone che giudicano (apertamente, senza celarsi nel segreto di un pre-giudizio affrettato) sulla base di un gesto, di una frase senza minimamente contestualizzare, coglierne il senso e le ragioni. Mi trovo a discutere con persone che non hanno capacità di astrazione e quindi di giudizio, che guardano al dito quando indico la luna e che mi accusano, poi, di stupidità o di banalità.
Più cerco di trovare basi comuni ad una discussione, meno riesco a "piacere" alla gente. E allora, con lo stesso pregiudizio, vi dico che non mi interessa più discutere, scambiare opinioni. Si dice che è un processo di arricchimento reciproco: lo è se da le due parti c'è volontà di venirsi incontro, altrimenti rimane un puntare il dito contro lo stolto. E allora che stolto sia, ma solitario.
Sono sempre stato intimamente solitario, do confidenza a pochi ma non disdegno completamente la vita sociale. Eppure mi trovo sempre più spesso nelle stesse situazioni: persone che giudicano (apertamente, senza celarsi nel segreto di un pre-giudizio affrettato) sulla base di un gesto, di una frase senza minimamente contestualizzare, coglierne il senso e le ragioni. Mi trovo a discutere con persone che non hanno capacità di astrazione e quindi di giudizio, che guardano al dito quando indico la luna e che mi accusano, poi, di stupidità o di banalità.
Più cerco di trovare basi comuni ad una discussione, meno riesco a "piacere" alla gente. E allora, con lo stesso pregiudizio, vi dico che non mi interessa più discutere, scambiare opinioni. Si dice che è un processo di arricchimento reciproco: lo è se da le due parti c'è volontà di venirsi incontro, altrimenti rimane un puntare il dito contro lo stolto. E allora che stolto sia, ma solitario.
giovedì 3 novembre 2016
RICORDI POTENTI
Scrivendo una mail ho appena avuto un ricordo di quelli potenti, abbaglianti. Mi sono rivisto quindicenne, in piscina : dopo il mio primo anno di pallanuoto la squadra rifondata ripartiva da zero, con nuova gente, nuovi giocatori, nuovo allenatore. Ho rivisto la strada che abbiamo fatto insieme, quello che ho imparato, quello che mi ha insegnato questo sport. Non sarei la persona che sono senza quel periodo.
Adesso questi ricordi di quasi quindi anni fa fanno parte della storia, delle foto ricordo. Ma io non dimentico quei momenti, non dimentico quelle partite, non dimentico quelle persone. I successi, le sconfitte, i tonfi ed i trionfi. La vita ci porta in posti che non avremmo mai pensato, le dinamiche sociali sono sempre più complesse. Ma quei ricordi mi seguiranno sempre, ovunque io andrò. Di questo non dubitatene mai.
Adesso questi ricordi di quasi quindi anni fa fanno parte della storia, delle foto ricordo. Ma io non dimentico quei momenti, non dimentico quelle partite, non dimentico quelle persone. I successi, le sconfitte, i tonfi ed i trionfi. La vita ci porta in posti che non avremmo mai pensato, le dinamiche sociali sono sempre più complesse. Ma quei ricordi mi seguiranno sempre, ovunque io andrò. Di questo non dubitatene mai.
mercoledì 12 ottobre 2016
SIAMO SOOOOOLI
Siamo soli, cantava il buon vecchio Vasco. Ecco si, sono solo. Mi sento solo, nonostante abbia colleghi, amici e famigliari con cui parlare. Mi senti profondamente solo. Forse perché mi piacerebbe sequestrare qualcuno e parlargli per ore di quello che mi balena in testa. Ma tutti, io compreso, sono troppo impegnati, troppo indaffarati, troppo di corsa per poter dedicare del tempo alle pippe mentali di un giovane vecchio.
E allora come sempre scrivo qui, sul mio e-diario: non perché qualcuno ascolti, né perché qualcuno legga. Solo perché, per una volta, posso prendere il mio tempo per buttare fuori qualcosa.
Leggevo ultimamente questo bell'articolo:
http://it.aleteia.org/2016/09/26/vivere-solitudine-sofferenza-opportunita-per-crescere/
E' vero, la solitudine è un'opportunità per crescere. Un mio motto di qualche successo qualche tempo fa era: "è difficilissimo vivere da soli con se stessi". Ebbene, mi sono sempre vantato di saperlo fare. So farlo, ne sono sicuro. Magari, però, qualche volta, mi piacerebbe vedere la porta che si apre quando busso.
E allora come sempre scrivo qui, sul mio e-diario: non perché qualcuno ascolti, né perché qualcuno legga. Solo perché, per una volta, posso prendere il mio tempo per buttare fuori qualcosa.
Leggevo ultimamente questo bell'articolo:
http://it.aleteia.org/2016/09/26/vivere-solitudine-sofferenza-opportunita-per-crescere/
E' vero, la solitudine è un'opportunità per crescere. Un mio motto di qualche successo qualche tempo fa era: "è difficilissimo vivere da soli con se stessi". Ebbene, mi sono sempre vantato di saperlo fare. So farlo, ne sono sicuro. Magari, però, qualche volta, mi piacerebbe vedere la porta che si apre quando busso.
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