"E' proprio dei giovani come voi essere affascinati da stregoni e sortilegi, e pensare che a essi sia riservato il privilegio di donare la fortuna e cambiare la vita.Ma esistono altre persone che compiono miracoli e prodigi, nascoste negli angoli della città e della storia.
Se vedi uno stregone con un copricapo di piume di orokoko che cammina sopra i tetti, fa volare le edicole e fa cadere polvere d'oro sui passanti, può darsi che la tua vita stia per cambiare, ma molto più probabilmente stai vedendo un video musicale.
Se vedi una persona che non si rassegna alle cerimonie dei tempi, che prezioso e invisibile aiuta gli altri anche se questo non verrà raccontato in pubbliche manifestazioni, che non percorre i campi di battaglia sul bianco cavallo dell'indignazione, ma con pietà e vergogna cammina tra i feriti, ecco uno stregone....."
(Stefano Benni, "La compagnia dei celestini")

giovedì 30 giugno 2011

-1

Quando oggi mi sono reso conto che manca solo una settimana al ritorno a casa mi ha fatto una stranissima impressione. Come sempre, finchè si guarda il traguardo non si vede l'ora che arrivi. Poi però, una volta arrivati, ci si sente strani. Ho cominciato perciò quel tremendo trip mentale di guardare le cose come se fosse l'ultima volta che le guardo - l'ufficio, la stanza, la città intorno a me - che credo mi porterò avanti fino a mercoledì prossimo.
Detto questo poco altro: ho finito di scrivere e quasi di impaginare la tesi, spero che domani mi correggano solo piccole cose da aggiustare facilmente. Poi dovrò solo aspettare Tyrell che torna dalla conferenza - ci ho parlato oggi per chiarirgli quello che mi servirebbe riuscisse a chiedere.
Cena sempre con gli harvardiani. Chiara era un po' giù di morale stasera, gli altri un po' al solito. Siamo andati in un posto carino sempre zona Harvard neanche troppo costoso, dove mentre stavamo pagando è scattato l'allarme antincendio e ci hanno fatto evacuare. Nonostante la tentazione di fare "er vento", siamo rimasti li fino a quando il cameriere (scocciato fracico) ci è venuto a fare i conti e a prendere i soldi. Certo, la cena gratis sarebbe stata una chicca, ma ci accontentiamo.
Domani riunione con Todreas e Driscoll. Ultima? Forse no, mi aspetto di rivederli se non altro per salutarli. Nel qual caso, mi dovrò preparare, per la prima volta da quando li conosco, il discorso da fare.

mercoledì 29 giugno 2011

REACTOR BABY

La giornata è stata segnata da quella sensazione di risultare di troppo all'unica persona a cui non si vorrebbe risultare di troppo. Mi ha accompagnato tutto il giorno.
Sono andato in ufficio presto (relativamente) a finire di scrivere quelle poche cose che mi mancano (domani finisco, anche perchè giovedì ho riunione) e a cominciare a fare un po' di ordine tra i chili di fogli che ho accumulato in questi mesi. Se non fossi una persona che si lega anche agli oggetti più inutili butterei tutto e via. E invece mesà che tornerò a Roma con qualche chilo di fogli in più, sperando che alla check in non rompano.
Il pomeriggio ha visto una partita a basket con quelli del dipartimento. La buona notizia è che ho fatto addirittura due canestri (!!!) di cui uno incredibilmente da tre punti...quando si dice la fortuna :) Le brutte notizie invece sono che la gente ancora quasi manco mi saluta, tranne un paio forse: anche Alex, il ragazzo con cui avevo corretto il capitolo 11 del libro di Todreas nonostante quell'esperienza in comune non mi dice manco ciao. Boh, io non so la gente come sta qui sinceramente, a volte me lo chiedo. L'altra notizia, in realtà nè bella bè brutta, è che ho parlato con Stefano del prossimo anno. Mi aveva detto Giancarlo che lui era sempre stato un fautore del fatto che io dovessi a tutti i costi rimanere qui. Invece al mio discorso mi è sembrato comprensivo. Ora la domanda è: è Giancarlo che esagerava per portarselo dalla sua parte oppure è lui che un po' facendo buon viso a cattivo gioco mi ha dato ragione su alcuni cose, della serie proprio Dije de sì? La domanda non mi lascia indifferente.
La sera siamo andati con i soliti harvardiani a cena: dovevamo andare dal greco vicino Harvard Square, ci siamo ritrovati a Boston in un posto carino che avevo sempre visto da fuori a Newsbury Street. Loro sono molto carini, anche se stanno consolidando giustamente le loro amicizie e io da questo rimango un po' fuori. Tornando a casa sono passato davanti al reattore. Quello, insieme ai pensieri di cui sopra, hanno un po' scatenato la mia anima NERD. Alla fine, meno male che mi piace quello che studio. Almeno questa è una soddisfazione.

martedì 28 giugno 2011

SERATE HARVARDIANE

Dopo una giornata passata senza grosse pretese, chiuso in camera a sonnecchiare e perdere tempo, nel pomeriggio la giornata si è un po' movimentata. Primo perchè non so dove ho trovato la voglia (forse il fatto che ho riunione giovedì un minimo di prescia me la mette...) per finire di scrivere l'ultimo capitolo della tesi, quello su cui ho lavorato in queste ultime settimane. Ora manca da rifinire qualcosa, qualche dettaglio, aspettare (se mai arriverà) qualche informazione dall'esterno ma il grosso si può davvero dire che è fatto. E questo mi dà grande soddisfazione.
La sera sono uscito ancora col gruppo harvardiano. Si sta bene con loro, sono persone molto solari. Forse perchè per la maggior parte sono europee e mediterranee in particolare. Siamo andati a prendere un pezzo di pizza da Pinocchio's, pizzeria al taglio sulla falsa riga delle nostre, con poster dell'antica Roma, la cartina politica dell'Italia, due poster con le formazioni di calcio campioni del mondo nell'82 e nel 2006 e con pizzettari palesemente nordafricani. Forse il proprietario sarà italiano, chi lo sa. Siamo poi andati a casa di un tizio a buffo che aveva invitato un po' di gente ugualmente a buffo, e siamo stati un po' li, a conoscere un soggetto abbastanza ubriaco americano che studia proprio a Harvard, un russo provolone, un indiano, un francese di Aix-en- Provence (dove dovrei andare eventualmente a vivere in Francia) e qualche altro tizio vario tra cui un belga e un mezzo-italiano cittadino del mondo. Alla fine, vivere un po' anche la vita di Harvard è un'esperienza anche questa. Finchè si sta bene, meglio così ;)
Il rientro ovviamente a piedi anche stasera, ma con la vescica vuota è tutt'altra storia! :D

lunedì 27 giugno 2011

SUMMER SCHOOL STUDENTS

In una giornata che doveva prevedere la Messa per il Corpus Domini e una passeggiata pomeridiana con Chiara e chi con lei, si è rivelata di tutt'altro indirizzo. La Messa è colpevolmente saltata (ma Mi perdonerà per questo) per motivi vari. Il pranzo veloce, un pomeriggio passato tra genitori, golf (stavolta il putt d'oro non ha fatto il suo dovere ma proprio mentre stavo vincendo hanno deciso di squalificarmi...golfopoli!!!!) ed altri aiuti, per quanto mi è possibile, sembravano far scivolare la giornata verso il solito mortorio. Chiara non si faceva sentire. E invece eccola poi che mi manda un messaggio dicendo che la sera andavano con un po' di gente che aveva conosciuto ad Harvard a mangiare dal messicano e se volevo andare. Siamo andati, dopo aver aspettato mille ore gente che aveva riunioni di dormitorio varie (per spiegar loro, tra le altre cose, che se vogliono fare un party in stanza con più di 10 persone devono chiedere l'autorizzazione..ahahah, bella battuta!!), a questo ristorante. Eravamo: io, Chiara, due americane, tre greche, uno svizzero e una scozzese. Peggio de na barzelletta. Dopo la cena si è aggiunto un altro americano, un'altra greca, e siamo andati nella stanza dello svizzero a chiacchierare un po'. Fatto sta che è stata una piacevole serata, come ce ne sarebbero dovute essere molte altre. Ma tant'è.
Sulla via del ritorno, dopo aver scoperto che la metro era chiusa, che non volevo prendere il taxi e che la prima direzione di Mass Ave che avevo preso era quella sbagliata, ho imparato una cosa fondamentale. Camminare a lungo con la vescica gonfia è davvero molto brutto.
Sula via dell'andata, sempre a piedi per le meravigliose stradine interne di Cambridge, ho visto questo. Mi ha fatto veramente troppo ammazzà da ride.
In entrambi i casi la mappa che dico io mi ha sempre accompagnato. Come al solito, come sempre.

domenica 26 giugno 2011

HARVARD LIFE

Quando Chiara mi disse che sarebbe venuta ad Harvard a fine giugno era probabilmente marzo e io vedevo quel periodo come così lontano che chissà quando sarebbe arrivato. E invece oggi è arrivata, la sono andata a prendere all'aeroporto e siamo andati insieme alla sua residenza. Inutile dire che è un posto a dir poco clamoroso, anche se la stanza è un po' vecchiotta (meglio la mia alla fine!). Però lo location oggettivamente spigne. Detto questo niente di particolare: mattinata passata tra un sonnecchio e gente varia, pomeriggio così, sera solita (Chiara non ben capito che riunione aveva stasera...). Domani vediamo, io intanto la mattina me ne andrò a messa, poi ne riparliamo.


sabato 25 giugno 2011

GOOD BYE BO

Ci sono delle persone che significano tanto in relazione ad una esperienza speciale della vita. Bo è stato una di queste. Ha rappresentato tanto per me in questi mesi, dal momento che mi disse con coraggio in faccia che dovevo smetterla di stare solo sul mio computer, che potevo anche parlare, fare una battuta, che non disturbavo e che anzi era una cosa bella. Da quel momento mi sono aperto con lui, ho parlato di politica, di questioni internazionali, della Libia e della Cina, degli Stati Uniti e dell'Italia, di Bin Laden e di Berlusconi. Abbiamo parlato di religione, di ragazze, di futuro, il mio e il suo. Abbiamo cazzarato insieme con Rebecca Black, abbiamo parlato di macchine e di quanto gli piace risparmiare soldi quando scopre che il concessionario ha speciali sconti per i neo-dottorati. Siamo andati a pranzo insieme, a cena insieme. Mi ha sempre dato tanti consigli, tanti suggerimenti. E domani che parte ufficialmente per Chicago un po' ho la lacrimuccia. Ce l'avevo anche quando oggi l'ho salutato. Mi mancherà il signor Bo. Gli auguro davvero tutta la fortuna del mondo, da quell'appartamento al 36° dove andrà a vivere. Se la merita.

PS: passa in secondo piano della lunga riunione di oggi (quasi 2 ore) con Todreas e Driscoll, che sembra abbiano apprezzato quello che ho fatto negli ultimi giorni. Todreas ha detto a Driscoll che purtroppo vado in Francia, io ho ribadito che ancora non ho i documenti ufficiali che Todreas mi ha detto che se si dovesse sbloccare qualcosa (anche se non crede) mi farà sapere comunque, non si sa mai. Se è un atto di stima, mi fa comunque molto piacere, qualsiasi sarà la fine di questa storia.
PS2: è quando si vacilla che gli amici più grandi riescono a trovare esattamente tutte le parole giuste per schiarirti le idee nella maniera giusta. E' un grande dono questo, di cui posso solo ritenermi molto fortunato di averlo provato sulla mia pelle in più di un'occasione. Grazie.

venerdì 24 giugno 2011

STASI

Senza chiaramente riferirsi al più famoso Alberto, anche oggi è stata una giornata piatta. Piatta nel senso che domani ho la famosa riunione (la terz'ultima? la penultima? chissà) per presentare sta robaccia sui materiali. E' stata una bella faticaccia soprattutto perchè ci capisco poco e avevo montagne di roba assurda da cui trarne fuori qualche concetto sensato. Spero di esserci riuscito, domani vedremo.
Per il resto niente di niente, tranne un momento di grande tristezza in serata vinto solo con i cioccolatini che, quasi in maniera profetica, mi ero comprato al supermercato. In effetti ormai basta poco per farmi abbacchiare. Sarà la pioggia e il freddo (io mi chiedo se a fine giugno si può sentire fresco con addosso una maglietta e un maglioncino di cotone mannaggia alla miseria...), sarà che a volte serve una frasetta mesà lì di cui non capiamo il senso ma chi la scrive si, un dubbio insommaH, un minimo dubbio a farmi rotolare in basso. Meno male che stasera c'era il cioccolato. Speriamo che la prossima volta ci sia almeno il sole a consolarci.
PS Ammetto che aver visto per la prima volta l'Allenatore nel pallone faceva parte della strategia anti-tristezza