"E' proprio dei giovani come voi essere affascinati da stregoni e sortilegi, e pensare che a essi sia riservato il privilegio di donare la fortuna e cambiare la vita.Ma esistono altre persone che compiono miracoli e prodigi, nascoste negli angoli della città e della storia.
Se vedi uno stregone con un copricapo di piume di orokoko che cammina sopra i tetti, fa volare le edicole e fa cadere polvere d'oro sui passanti, può darsi che la tua vita stia per cambiare, ma molto più probabilmente stai vedendo un video musicale.
Se vedi una persona che non si rassegna alle cerimonie dei tempi, che prezioso e invisibile aiuta gli altri anche se questo non verrà raccontato in pubbliche manifestazioni, che non percorre i campi di battaglia sul bianco cavallo dell'indignazione, ma con pietà e vergogna cammina tra i feriti, ecco uno stregone....."
(Stefano Benni, "La compagnia dei celestini")

giovedì 25 gennaio 2007

UN BOCCATA DI LEGALITA'


Ieri la Corte Costituzionale ha bocciato la cosiddetta "legge Pecorella". Una delle più contestate della scorsa legislatura e non solo in Parlamento, visto che l'ex Presidente Ciampi l'aveva dovuta già rinviare alle Camere per "palese incostituzionalità". C'è poco allora da gridare allo scandalo se i giudici costituzionali l'hanno giudicata illeggittima. Tutto questo perchè era stato abolito il processo d'appello in caso l'inquisito fosse stato dichiarato innocente in primo grado. Tali processi sarebbero dovuti andare direttamente alla Corte di Cassazione. Come si fa a dire che è giusta una cosa del genere? Con uno squilibrio a favore dell'imputato indecente.. Il problema è che tali processi in Cassazione ci sono finiti veramente e guarda caso alcuni riguardano proprio Silvio Berlusconi. Che fare adesso? Si continueranno tali processi a Piazza Cavour o si tornerà indietro di un grado di giudizio? Alcuni giuristi dicono ci sia bisogno di un decreto del Governo per legiferare l'intricato problema. Spero solo che il Governo abbia il CORAGGIO di mandare indietro, se così deve essere, tali processi. E non preoccuparsi delle sicure sbraitate del Napoleone nostrano. Con il quale non credo (spero) sia in debito.

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